Cara Sorella mia, vengo a scriverti questa mia lettera per dirti che io ero lì con te, con voi, quella sera che tu presentasti il libro. Ero vicino a te e svolazzavo in mezzo a voi e specie sopra di te per proteggerti perché tutto si svolgesse per il meglio. Ti ho voluto far sentire quella serenità che ti ha permesso di esprimerti per il meglio. Titti carissima, credi, sono vicino a te e a voi che soffrite per la mia assenza, perché solo noi possiamo consolare l’umana tristezza che voi avete nel cuore, ma guarda il cielo stellato la notte: noi siamo le stelle che scaldano la vostra vita terrena. Ti sono vicino a Milano e quella tristezza che a volte vedo sul tuo volto, per quello che posso, ti voglio dare quella serenità che a volte vedo nei tuoi occhi. Titti ti voglio bene, ora più di prima, perché quella che voi pensate sia la lontananza che ci divide è solo la nostalgia che avete nel vostro cuore, perché io sono sempre in voi, nei vostri pensieri e vi voglio bene ora più di prima.

Un bacio a te e la mamma e papà con tanto amore.

Un bacio, vostro Roberto

 

15 Dicembre 2013

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Cara sorella mia,

come posso, torno a scriverti tramite Piera, ma credi, anche se non scrivo come tu vorresti, perché noi più di tanto non possiamo fare, credimi non ti ho abbandonato e non ti abbandonerò mai, perché sono sempre vicino a voi e mamma e papà, perché voi siete stata la mia famiglia terrena e, come posso, sono sempre vicino a voi per potervi alleviare un po’ della vostra sofferenza, perché io sono per voi il vostro porto sicuro. Prego per voi perché possiate, pensando a me, avere quella pace e serenità che meritate, perché io sono vivo più di prima. Sono nella pace e nella gioia eterna. Solo un domani potrete capire.

Titti carissima, stai serena. Il lavoro nostro va per il meglio e andrà sempre meglio, perché io ti sono vicino e, come posso, ti aiuto e ti aiuterò sempre, perché l’amore che ci ha uniti sulla terra è sempre vivo in me.

Ora devo andare, ma non ti abbandono. Stai serena. Ti voglio bene. Saluta Roby. Ora vi abbraccio tutti.

Vostro Roberto

4/10/13

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Ieri sera, nel dormiveglia, ho sognato che Ti era successo un incidente e non c’eri più. Sempre nel sogno, ho pensato al dolore della mamma che non Ti avrebbe più rivisto e mi è preso il panico. Poi… mi sono svegliata e ho realizzato che era un sogno, ma Tu… non ci sei più davvero. E il vuoto, la nostalgia, una disperata nostalgia, si sono ancora una volta impossessati di me.

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Titti, sorella mia carissima,

come ci capivamo allora, nella vita terrena, complici di ogni iniziativa! Ricordati che per me non è cambiato niente da allora, perché sono sempre al vostro fianco anche ad aiutarvi per quel che posso, perché ora la mia dimora è nel regno dell’Altissimo e che un giorno possiamo unirci.

Titti, devi stare serena nella gioia infinita che solo allora capirete tutta la grandezza dell’infinito. Qua è vivere e non morire, come pensate voi. Titti carissima, di’ a papà di stare sereno, perché anche se non può vedermi e abbracciarmi, sono vicino a lui e non lo abbandono mai come sono vicino a te aiutandoti come posso nel nostro lavoro. Stai serena, perché tutto andrà per il meglio. Non rammaricarti se qualcosa non vi va come vorreste, ma non preoccuparti, perché tutto si aggiusta da sé. Ricordati che il lavoro non è tutto; si aggiusta da sé tutto quanto.

Titti, stai serena, la vita terrena è talmente effimera che non è per niente paragonabile a ciò che noi viviamo, perché noi viviamo più di voi. Noi non siamo morti. Ricordatevi che viviamo in un’altra dimensione e non potete capire, finché non mi raggiungerete, ciò che noi stiamo vivendo.

Titti, un bacio. Roberto. Mamma e papà, un forte abbraccione. Roberto

 

14/09/2013

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Caro Amore mio,

vorrei che i ricordi che ho di Te non si offuscassero col passare degli anni, ma rimanessero scolpiti nella mia mente come nell’acciaio in modo che il tempo non possa mai scalfire il ricordo di un solo attimo passato insieme.

E sono disperata se penso che ciò possa succedere.

Tua sorella Titti

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A Te Roberto,

Tu che amavi tanto la vita e lo sport  era il Tuo primo alimento,  che lo studio era per  Te la Tua passione, il lavoro il Tuo svago, Tu che lontano dal fumo, Tu che lontano dall’alcool, Tu  che lontano da droga, Tu donatore di sangue, Tu che innamorato del tuo fisico scultoreo facevi di tutto per tenerti sempre in forma, Tu amante della musica e della poesia, Tu che amavi tanto il mare e le montagne innevate, Tu che aiutavi i sofferenti e i  bisognosi, sei precipitato in  una rete senza potertene più uscire. Hai lottato con tutte le Tue forze ma senza riuscirci.

Io disperato, essendo a conoscenza della Tua fine ormai prossima ho cercato di darTi una mano per tirarTi fuori da quella rete e salvarTi. La Tua mano che io cercavo di attanagliare con tutte le mie forze per salvarTi dal baratro in cui stavi precipitando non è riuscita ad ancorarsi alla mia. Era calda ma senza forza ormai e Ti sei  lasciato andare lasciandomi nel dolore e nella disperazione.

I ricordi di Te sono tanti. Quarantacinque anni di ricordi indimenticabili, sia quando eri vicino sia quando Ti assentavi per i tanti viaggi all’estero da Te effettuati per lavoro o per visitare i luoghi più remoti e più belli del nostro pianeta.

Era una festa per tutti i presenti nel sentirTi raccontare tutte le Tue avventure, infiocchetandole e facendoci passare allegre serate  con il Tuo indimenticabile luminoso sorriso.

Eri unico Roberto. Adesso cerco di dimenticare i momenti  più tristi e più bui della mia vita al Niguarda e non riesco. Tu con tanta forza cercavi di nascondere in mia presenza tutta la Tua sofferenza, ne sono certo, Tu eri a conoscenza della Tua fine ormai imminente ma hai sperato fino all’ultimo respiro, come del resto anch’io, di combattere quel male tremendo che Ti stava divorando. Non ce l’hai fatta, non ce l’abbiamo fatta.

Adesso non mi resta che il ricordo di un figlio di cui ero tanto orgoglioso, il ricordo di un figlio che non potrò più abbracciare col calore di un padre.

Ti ho voluto bene e Te ne vorrò per sempre.

                                                                     Papà

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Una telefonata, un pomeriggio ha cambiato le nostre vite

l’incredulità ha lasciato presto il posto alla disperazione…

la tua… la mia…

La tua lotta estenuante

il voler creare il tuo futuro, nonostante tutto

Ci avevamo creduto, ma forse tu sapevi

mi aggrappavo alla speranza… all’impossibile

Poi… il mondo è crollato

e tutto ci è precipitato addosso

Uno tsunami di enormi proporzioni

non ce l’abbiamo fatta a strapparti

al tuo destino infame

Ci hai lasciati

nella disperazione più profonda

nel buio assoluto della notte

dove non c’erano più stelle

 

Il silenzio ci ha inghiottiti

lo strazio del vuoto e del silenzio

Ho cambiato la mia vita

ho stravolto il mio lavoro

Adesso vivo un’altra vita

che forse non è più la mia

 

Penso e agisco ricordando i tuoi consigli

tu che ogni giorno mi chiamavi, ingolfavi la mia e-mail

io che sogno di abbracciarti e accarezzarti

di ascoltare la tua voce

di sfiorare le tue mani

noi che siam cresciuti insieme difendendoci l’un l’altra

tu che eri la mia stella, la mia luce, la mia guida

tu che eri me…

SO CHE ADESSO SEI TORNATO

Sei quell’Angelo Custode

che sfiora i miei capelli mentre piango

che disperato cerca

di scaldarmi il cuore

ormai ghiacciato…

Ti amo Fratellone speciale

Tua sorella Titti

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Titti carissima, sorella, anima mia.

Se nella vita terrena eravamo all’unisono, insieme, però devi ammettere che quella che abbiamo vissuto è solo un ricordo, un bellissimo ricordo che tu hai.  Non ti lascerò più, perché  è una vita vissuta insieme, ma ricordati che tra tutte le cose meravigliose del cielo e della terra non ce n’è una simile nel nostro mondo. Come vedi, la gloria del mondo passa presto: la vita terrena è un batter d’ali. Solo qui la felicità e la serenità non passano mai e la croce di Cristo, mi spiace tanto, ma è sulle vostre spalle molto pesante da portare, perché io non sono tra voi e questa è la vostra tristezza e la vostra grande malinconia.

Ma io ti proteggo, veglio su di te e sul tuo lavoro e ti sono sempre vicino. Mi dispiace quando vedo che ti prende lo sconforto e io sono lì che non puoi vedermi. Sfioro i tuoi capelli, ma tu non te ne accorgi, perché non si può più di tanto fare per voi. Ricordati che tutto è scritto nel libro del destino e non si può cambiare nemmeno una virgola, ma la croce che portate sulle vostre spalle nel nostro mondo non esiste, perché qui è solo amore e pace e benessere. Non tornerei più sulla terra, perché sulla terra è l’inferno e qui il paradiso che, fino a che non ci vieni, non potrete capire le meraviglie di questo vero mondo.

Ti prego, non soffrire per me. Lo so, ti manca la mia presenza, ma pensami felice accanto che ti proteggo per quello che posso, ma mai ti abbandono. Termino questa mia lunga lettera ringraziando Piera e vi mando un grosso bacio.

Roberto.

30 marzo 2013

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Domenica 3 Marzo, intorno alle 11 sono andata con Roberto là dove mio fratello si trova adesso. Lì, presa dallo sconforto, ho detto ad alta voce che non accettavo questa cosa che gli era capitata, così come il fatto che non capisco, ad oggi, come ciò sia successa e perchè.

<<Non l’accetto e non l’accetterò mai. Non capisco perchè lui sia lì e molti parassiti siano ancora qua.>>

Tornata a casa, a pranzo da mia suocera, vedendomi in faccia, lei mi ha chiesto che cosa avevo. <<Non è una buona giornata. Ero da mio fratello.>> Allora, lei mi ha detto:<<Vieni…>> e ha aperto un cassetto tirandone fuori un foglio. Questo è quanto c’era scritto:

Titti carissima,

eccomi ancora a dirti che la vostra serenità è la nostra pace e ricordati, Titti, che le vie dell’Altissimo non sono le vostre vie e il più delle volte non concordano coi vostri pensieri, perché ciò è scritto. E’ scritto nel grande libro del destino anche se ciò non sono a voi gradite, ma tutto ha un segno, perché ciò deve avvenire.

Un bambino è venuto da noi ma vedendo la madre disperata, questo bambino non trovava pace. Solo quando la mamma si è calmata, ha trovato la grande serenità che qui tutti percepiamo. Ricordati che le vostre lacrime sono per noi gelo, perché si vorrebbe vedervi sereni perché solo allora anche noi godiamo più la pace, questa grande pace. Senza sofferenza e dolore solo quaggiù possiamo essere felici.

Titti, stai serena, io sono sempre con te alleviandoti un po’ di sofferenza perché devi pensare positivo, solo così riuscirai ad essere anche tu nella pace, quella che la vita terrena ti prospetta ogni giorno dove sono momenti tristi e quelli più sereni.

Ricordati che, come posso, sono con te anche se non mi vedi e questo è il vostro rammarico, perché io non sono come voi, ma sappiate che al vostro fianco ci sono, però ricordati che per voi noi siamo invisibili, perché ciò è il mistero della morte, quella che voi chiamate morte, perché non esiste. Noi siamo come farfalle che volteggiano nel cielo e vediamo tutto quello che fate e il dolore che avete nell’anima. Solo quando mi raggiungerete, capirete tante cose.

Titti, stai vicina a mamma e papà e digli che gli voglio bene, anche più di prima, che siamo sereni parchè con la serenità nel cuore tutto si accetta più serenamente. Titti, ti dico di proseguire così, perché anche il nostro lavoro prosegue sempre per il meglio. La foto* che hai messo nello studio è bella dei tempi che ero vicino a voi non con l’anima come ora, ma di persona. Io ti sono vicino e prego tanto che tutto vada sempre nel migliore dei modi.

Titti, abbi fede e con quella si accettano tante cose che altrimenti non si accetterebbero con la pace, perché solo la fede ti riempie di gioia come sono io. Ora ti saluto. Sono sempre con voi.

Baci. Tuo Roberto

3 Marzo 2013

* La foto che ho sulla scrivania a Milano lo ritrae nel 1998 (27 anni) su una barca a vela a Bora Bora…

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